Fabio Uguccioni e la sussidiarietà

Nella prima assemblea pubblica la Fondazione di Comunità non poteva non ricordare la figura di Fabio Uguccioni scomparso a maggio di quest’anno.

Nella prima assemblea pubblica, tenutasi il 26 giugno presso la Cooperativa Tre Ponti, la Fondazione di Comunità Fano Flaminia Cesano non poteva non ricordare, in apertura, la figura di Fabio Uguccioni scomparso a maggio di quest’anno. Lo ha fatto il consigliere della Fondazione Luciano Radici che ha collaborato con lui negli ultimi anni.

Uno dei motivi di questo doveroso ricordo è legato al fatto che la Fondazione di Comunità ha ereditato la storia e l’attività della Fondazione Fano Solidale, che Fabio Uguccioni ha contribuito a costituire ed ha fortemente promosso.

Ma un secondo motivo, non meno importante, deriva dal fatto che Fabio Uguccioni credeva fortemente nel “principio di sussidiarietà”, un principio per il quale si è adoperato in gran parte della sua attività politica e che cercava di farlo capire a tutti coloro che incontrava, non senza qualche difficoltà.

Lo stesso principio che sta alla base della Fondazione di Comunità, e che viene magistralmente enunciato all’interno della Dottrina Sociale della Chiesa:

“All’attuazione del principio di sussidiarietà corrispondono: il rispetto e la promozione effettiva del primato della persona e della famiglia; la valorizzazione delle associazioni e delle organizzazioni intermedie, nelle proprie scelte fondamentali e in tutte quelle che non possono essere delegate o assunte da altri; l’incoraggiamento offerto all’iniziativa privata, in modo tale che ogni organismo sociale rimanga a servizio, con le proprie peculiarità, del bene comune; l’articolazione pluralistica della società e la rappresentanza delle sue forze vitali; la salvaguardia dei diritti umani e delle minoranze; il decentramento burocratico e amministrativo; l’equilibrio tra la sfera pubblica e quella privata, con il conseguente riconoscimento della funzione sociale del privato; un’adeguata responsabilizzazione del cittadino nel suo essere parte attiva della realtà politica e sociale del Paese.”

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